Recenqualcosa di "The Traitor Queen" di Danielle L. Jensen
- Naia Sterne

- 1 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Editore: Queen Edizione
Vol. 2 di 6
Pagine: 394
Se The Bridge Kingdom mi era piaciuto, The Traitor Queen me l'ha fatto amare definitivamente.
Questo secondo volume riprende esattamente dal devastante finale del primo libro e, sinceramente, non avrei potuto chiedere un seguito migliore. Se nel precedente il focus era soprattutto sulla scoperta di Ithicana, sugli intrighi politici e sulla costruzione del rapporto tra Lara e Aren, qui tutto diventa più intenso: più azione, più strategia, più dolore e molto più spazio alla crescita dei personaggi. E anche gli orizzonti del mondo creato dalla Jensen si ampliano.
«Dov'è Lara?» Una domanda inattesa, poiché Aren si aspettava
che fosse proprio lì. Di nuovo a Maridrina. Al fianco del padre. Il
fatto che lei non fosse... Che suo padre non sapeva dove fosse...
Ti amo.
La vera protagonista del romanzo è Lara. L'avevamo già conosciuta come una donna intelligente e determinata, qui mostra finalmente tutto il suo potenziale, libera dalle catene delle menzogne del padre, trova una luce più intensa. È costretta a convivere con le conseguenze delle proprie scelte e sa che nessuna impresa potrà cancellare il danno che ha causato, sebbene, ricordiamolo, aveva cercato di evitarlo, lei continua a combattere, senza aspettarsi perdono o riconoscenza, lo fa solo perché sa che è la decisione giusta, perché è quello che desidera con tutta sé stessa.
Ho adorato il modo in cui Danielle L. Jensen ha completato il suo percorso: Lara sbaglia, cade, soffre, ma non smette mai di andare avanti, e lo fa per sé stessa, se così non fosse, si aspetterebbe un lieto fine che è invece certa di non trovare alla fine del proprio cammino.
Anche Aren mi era piaciuto nel primo libro e in questo seguito ho aumentato il mio amore nei suoi confronti. È un personaggio combattuto tra l'amore che prova per Lara e il dovere verso il suo popolo. Il conflitto interiore che vive è probabilmente uno degli aspetti più riusciti del libro. Un percorso che si evolve e tiene piede dall'inizio al finale, senza mai risultare forzato o mal gestito, al contrario, Aren resta una dannata green flag, nonostante tutto quello che gli è successo, nonostante il tradimento.
Lui rimane perfetto e dannatamente credibile.
Il loro rapporto non si risolve con facilità e ho apprezzato molto il fatto che la fiducia tradita non venga dimenticata da un momento all'altro, è un percorso difficile e che ci fa soffrire insieme a loro e che rende il loro cammino intenso una pagina dopo l'altra.
Rispetto al primo volume il romance si fa ancor più secondario, lasciando più spazio all'azione, alle missioni, alle alleanze e alle strategie politiche. La storia acquista ancora più ritmo e tensione. Ho amato anche l'approfondimento sulle sorelle di Lara, che aggiungono ulteriore spessore alla narrazione e regalano alcune delle dinamiche più interessanti del libro. È impossibile non amarle e non affezionarsi loro, così tanto simili a Lara e così tanto diverse dalla nostra protagonista. Il loro avvento nella narrazione ci permette di esplorare ancora meglio come, dopo un'infanzia del genere, si gestisca il trauma quando dono anni di abusi la verità viene a galla.
«Non significhi nulla per me. Non sei niente. L'unico motivo per
cui io e le mie sorelle abbiamo accettato di aiutarti è perché
Lara ti ama e noi amiamo lei. Senza contare che le dobbiamo la vita.»
Il worldbuilding continua a essere uno dei punti di forza della serie. Ithicana rimane un'ambientazione originale e affascinante, e tutta la componente politica e commerciale che ruota attorno al Ponte riesce ancora a distinguersi da molti fantasy romance che puntano quasi esclusivamente sulla storia d'amore. I nostri orizzonti si espandono, portandoci a esplorare le altre nazioni e aprendo sicuramente la narrazione al prossimo capitolo della serie che avrà nuovi protagonisti. (NON VEDO L'ORAAAAAAAAA. L'ho detto, dovevo dirlo.)
L'unica cosa che mi ha lasciata leggermente insoddisfatta è il finale. Non perché non mi sia piaciuto, ma perché avrei voluto qualche capitolo in più. Dopo tutto quello che succede, sentivo il bisogno di un epilogo più ampio per salutare davvero Lara e Aren. Sono egoista, non ero pronta a lasciarli andare ma in effetti, anche con qualche capitolo in più, non lo sarei stata. È impossibile lasciarli andare. Quindi mentivo, anche il finale è perfetto. Dannazione.
Quindi si, per me, The Traitor Queen è meglio del primo libro. Una conclusione intensa, emozionante e ricca di soddisfazioni per una coppia che mi ha fatto soffrire tantissimo.
Se amate i fantasy con intrighi politici, protagonisti forti slow burn ben costruiti e personaggi che devono guadagnarsi ogni singola possibilità di essere felici, questa dilogia deve trovare posto nella vostra libreria (o nel vostro kindle).
«Che io sia sveglio o addormentato, l'unica cosa che vedo
è il tuo viso. Sento soltanto la tua voce. Sento solo te tra
le mie braccia. Tutto ciò che voglio sei tu.»


Commenti