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Recenqualcosa di "The Bridge Kingdom" di Danielle L. Jensen

Editore: Queen Edizioni

Vol. 1 di 6

Pagine 406


Ok ma possiamo iniziare col fatto che “The Bridge Kingdom” viene spesso infilato nel calderone dei romantasy e poi in realtà ti ritrovi a leggere un libro pieno di strategia politica, spionaggio, guerre commerciali e personaggi che devono continuamente chiedersi da che parte stare? Perché sì, il romance c’è. eccome se c’è, non ho certo intenzione di negare la presenza di un romance così ben fatto ma secondo me il vero punto forte del libro è tutto il resto. Quindi, in Casa Sterne, lo definiremo fantasy romance, non romantasy.


Lara è stata cresciuta per essere un’arma. addestrata dal padre fin da bambina per sposare il re nemico, infiltrarsi a Ithicana e distruggere il regno dall’interno. e lei ci crede davvero: crede che Aren sia un tiranno, che il ponte sia la causa della fame del suo popolo, che tutto quello che sta facendo sia giusto. solo che poi arriva lì e scopre che la realtà non è così semplice come le è sempre stata raccontata.

E questa cosa mi è piaciuta tantissimo, perché il libro gioca continuamente sul concetto di propaganda, di verità manipolata, di guerra vista da prospettive diverse. Nessuno è completamente innocente.


Lara era rimasta in disparte, non dicendo nulla, usando quel tempo per guardare le sue sorelle. Per amarle. Per ricordare come aveva lottato contro ognuna di loro tanto spesso quanto le aveva abbracciate. I loro sorrisi. I loro occhi. Il modo in cui, anche dopo l’infanzia, si rannicchiavano insieme come una cucciolata di cagnolini appena sottratti alla madre.


Poi vabbè, Aren, mi ha completamente conquistata. Non è il classico protagonista arrogante che deve umiliare tutti per sembrare potente. lui è intelligente, paziente, competente, ama il suo regno più di qualsiasi cosa e cerca sempre di fare la scelta migliore anche quando sa che verrà odiato per questo. Praticamente una gigantesca green flag con problemi di fiducia più che comprensibili che si muovere fra la narrazione.


Il rapporto tra lui e Lara funziona proprio perché nasce lentamente, loro non si innamorano dopo tre capitoli solo perché si trovano attraenti. Si osservano, si studiano, si mentono continuamente, cercano di capire se possono fidarsi oppure no, intuiscono le menzogne dell'altro mentre si arrampicano sulle proprie, buttando in mezzo una verità per non cadere e intanto il legame cresce senza che quasi se ne accorgano.


«È meraviglioso, dico davvero. È come se fosse stata

creata appositamente per condurti a una fine prematura.»

Più accurato di quanto tu possa immaginare, pensò Lara.


Tra l’altro ho adorato l’ambientazione. questo regno costruito tra mare, tempeste e ponti sospesi sembra vivo. Ithicana non è solo uno sfondo carino: influenza tutto, dalla politica al commercio fino al modo in cui i personaggi sopravvivono. e il fatto che non ci sia magia non pesa minimamente, perché il worldbuilding regge benissimo anche senza creature magiche o poteri strani. Forse la vera magia sta proprio in questo.


E niente, il finale mi ha emotivamente asfaltata, lasciandomi boccheggiare come se fossi caduta nelle acque gelide che lambiscono il regno del ponte mentre vengono circondata dagli squali. Proprio uno di quei finali che ti fanno fissare il vuoto pensando come fare ad andare avanti, a salare è il fatto che il secondo volume sia disponibile e quindi s'inizia subito.


Tutte le piccole particolarità della moglie maridriniana,

le piccole cose che lo avevano colpito come strane, si

erano accumulate fino a quando non era stato più

possibile negarlo. Lara era una spia. La donna di cui si

era maledettamente innamorato era una spia.


Se dobbiamo proprio trovare un difetto, alcuni elementi fantasy si sono già visti, cosa che capita spesso nel genere, ma il modo in cui la Jensen costruisce tensione, relazioni e intrighi politici mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Come se continuare a leggerlo fosse l'ossigeno necessario a sopravviere.


Leggetelo.

Leggetelo soprattutto se volete un enemies to lovers fatto bene, con slow burn vero, politica, tradimenti e personaggi che devono scegliere tra ciò che è stato insegnato loro e ciò che iniziano finalmente a vedere con i propri occhi. Ma leggetelo e basta, perché questo libro merita tutta la nostra attenzione.

Leggetelo.








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