Recenqualcosa di "Wicked Bite" di Jeaniene Frost
- Naia Sterne

- 23 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min

Editore: Leggereditore
Vol. 2 di 3
Pag. 272
Parliamo del secondo volume della serie Night Rebel ambientata nell'amatissimo universo della Night Huntress… e sì, quello popolato da vampiri pericolosamente affascinanti, demoni vendicativi e protagonisti che, invece di semplificarsi la vita, scelgono sempre la strada più complicata possibile.
Il libro riprende esattamente da dove ci aveva lasciati il primo volume, ovvero con una situazione leggermente problematica: Ian ha perso la memoria. Non un dettaglio da poco, considerando che stiamo parlando di un vampiro con secoli di vita, un passato decisamente movimentato e un matrimonio recente con una certa Veritas, Guardiana della Legge, guerriera millenaria e donna con un talento particolare per ficcarsi in guai cosmici.
La cosa curiosa è che Ian non ricorda praticamente nulla… tranne una cosa molto specifica: Veritas. Non importa quanto i suoi ricordi siano confusi o incompleti, ogni volta che la vede qualcosa dentro di lui urla con convinzione “mia”. Il che è romantico, certo, ma anche un tantino inquietante se consideriamo che lei, nel frattempo, ha preso la decisione più drastica possibile: sparire. Ovviamente lo ha fatto per proteggerlo. Perché nel mondo del paranormal romance proteggere qualcuno significa quasi sempre abbandonarlo senza spiegazioni e sperare che non reagisca inseguendoti attraverso mezzo mondo. Spoiler: Ian non è esattamente il tipo da accettare questa soluzione con serenità.
Quindi il romanzo si trasforma rapidamente in una sorta di caccia al tesoro soprannaturale. Ian è determinato a ritrovare la donna che lo ha sedotto, sposato e poi lasciato nel caos più totale. Veritas, dal canto suo, è impegnata a mantenere una promessa fatta a suo padre e a sistemare il disastro causato da Dagon, il demone che ha tormentato la sua vita per secoli e che continua a rappresentare una minaccia molto concreta. Il risultato è una trama piuttosto movimentata, fatta di inseguimenti, battaglie, evocazioni demoniache, divinità sumeriche che spuntano qua e là e una quantità sorprendente di creature soprannaturali che rendono la situazione sempre più complicata.
Nel mezzo di tutto questo caos, la Frost fa anche qualcosa di interessante: sposta un po’ il focus del romanzo su Veritas. Se nel primo libro Ian dominava la scena con la sua solita combinazione di arroganza, sarcasmo e fascino scandaloso, qui è lei ad avere lo spazio maggiore per esplorare il proprio passato. E non è esattamente un passato semplice.
Scopriamo molto di più sulla sua vera identità, sulle sue origini e su quanto abbia dovuto nascondere parti di sé per sopravvivere in un mondo che non accetta facilmente ciò che è diverso. È una parte della storia più introspettiva e sorprendentemente emotiva, che mostra un lato più vulnerabile di un personaggio che per secoli è stato praticamente una macchina da guerra con un rigidissimo senso del dovere.
Ian, nel frattempo, continua a essere Ian. Forse leggermente meno caotico del solito (colpa della memoria ballerina), ma sempre pronto a lanciarsi in situazioni assurde pur di stare accanto alla donna che ama. E quando finalmente recupera i suoi ricordi… beh, diciamo che la sua determinazione non diminuisce affatto. Una delle cose più divertenti del libro è ritrovare anche il resto della “famiglia allargata” dell’universo Night Huntress. Vecchie conoscenze fanno la loro comparsa qua e là, regalando momenti nostalgici per chi segue la saga da anni. È un po’ come tornare a una riunione di famiglia… se la tua famiglia fosse composta da vampiri potentissimi, guardiani immortali e individui con una certa inclinazione a distruggere cose durante le conversazioni.
Il ritmo del romanzo è abbastanza dinamico, anche se in alcuni momenti la storia si prende il suo tempo per sviluppare tutti i vari elementi soprannaturali in gioco. Tra demoni, leggi antiche, gerarchie di vampiri e nuovi personaggi che entrano in scena, il mondo diventa sempre più complesso e ricco. E poi c’è il finale. Quel tipo di finale che arriva negli ultimi capitoli e decide improvvisamente di lanciare una bomba narrativa sul tavolo. Una rivelazione che nessuno aveva visto arrivare e che cambia completamente le prospettive per il futuro della serie. È uno di quei momenti che può lasciare il lettore diviso tra due reazioni: “che colpo di scena!” oppure “ma davvero adesso?!”.
In definitiva, Wicked Bite è un secondo volume pieno di azione, magia, passione e complicazioni soprannaturali. Espande l’universo creato dalla Frost, approfondisce il passato di Veritas e continua a sviluppare il rapporto intenso e un po’ turbolento tra lei e Ian. Non è una storia tranquilla, né lineare, ma è proprio questo il bello: tra vampiri sarcastici, demoni vendicativi e legami impossibili da spezzare, la tranquillità non è mai stata davvero un’opzione.

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