Recenqualcosa di "Shades of Wicked" di Jeanine Frost
- Naia Sterne

- 13 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Editore: Leggereditore
Vol. 1 di 3
Pagine: 272 pagine
Shades of Wicked è uno di quei libri che ti fa capire subito, dalle prime pagine, che la serata sarà lunga e piena di colpi di scena — un po’ come quando accetti di “bere solo un drink” con un amico come Ian.
E sì, Ian è esattamente quel tipo di amico: affascinante, sfacciato, con un tempismo impeccabile per le battute inappropriate, ma che sotto la patina di sarcasmo e malizia nasconde molto più di quanto voglia ammettere. Questa volta, però, si trova con un problema che neanche il suo sorriso sfrontato può risolvere: un patto di quelli sbagliati fino al midollo, stretto con un demone che ora vuole riscuotere la sua anima.
A complicare il tutto entra in scena Veritas, Guardiana della Legge e come da definizione si comporta esattamente come un'incarnazione vivente della parola “regolamento” (o forse no). Lei non è certo il tipo da lasciarsi distrarre da sorrisi pericolosi o sguardi languidi. O almeno, così crede. Perché se è vero che il suo obiettivo è usare Ian come esca per attirare il demone Dagon, è altrettanto vero che restare impassibile davanti a un concentrato di fascino, addominali, orgoglio, malizia e arroganza con i denti aguzzi non è proprio la cosa più semplice del mondo. Sarà tramite i suoi occhi che percorreremo questa lettura e il corpo di Ian, ah no, forse questo non era importante. "Una Guardiana della Legge?" Nechtan sussultò e il suo enorme corpo cominciò a tremare. Presto iniziò a ridere così forte da avere le lacrime.
L’alleanza fra i due è tutto fuorché ordinaria: lei con il suo bisogno di giustizia e la determinazione di un giudice, lui con la creatività strategica di chi ha passato secoli a scansare guai… e a cacciarsi in situazioni ancora peggiori. Il risultato? Un susseguirsi di piani rischiosi, dialoghi affilati come lame e momenti in cui la tensione — non solo quella del combattimento — diventa quasi palpabile. Ian e Veritas si sfidano vicendevolmente da quando si incontrano, un hobby che non perdono mai. La dimostrazione che gli opposti lavorano compensandosi perfettamente anche se, Ian e Veritas, scopriranno ben presto di non essere così diversi, di essere, al contrario ben più simili del previsto, annegati nei segreti con cui si sono avvolti.
Jeaniene Frost gioca bene con i contrasti: l’oscurità di un mondo popolato da demoni e vampiri si mescola con scene piene di ironia e scambi verbali degni di una commedia romantica, senza dimenticare la componente bollente che qui non si fa attendere. Ian e Veritas si stuzzicano, si sfidano e si studiano, finendo per abbassare le difese più di quanto avessero programmato. E il bello è che, pur essendo due creature immortali e potentissime, quando si tratta di sentimenti si muovono con la stessa goffa esitazione di due adolescenti al primo appuntamento. Perchè non c'è esperienza che tenga quando ti trovi davanti la persona giusta.
"Ti ricordi" disse l'essere. "Le ho detto che non l'avresti fatto,
per alleviare il suo dolore nel caso in cui non ti importasse
nulla di lei, ma quando le emozioni corrono in profondità, non
possono mai essere completamente cancellate."
Certo, qualche momento “ma davvero?” c’è — soprattutto quando certe soluzioni arrivano un po’ troppo all’improvviso — ma fa parte del pacchetto. Il ritmo rimane alto, la scrittura è scorrevole e il piacere di ritrovare vecchie conoscenze della saga principale è un bonus per i fan di lunga data. Ammetto, che questo è il primo volume che leggo della Frost e non ho avuto grandi difficoltà a seguire il suo worldbuilding anche se, sicuramente, ho qualche pezzo mancante qui e là essendo partita dallo spin off.
Shades of Wicked è un mix di azione, sensualità e sarcasmo che si legge con la stessa facilità con cui Ian ti convincerebbe a seguirlo in un piano “a bassissimo rischio” che in realtà esploderà in caos totale dopo cinque minuti.
È avvincente, divertente e riesce a bilanciare momenti di pericolo estremo con altri di puro intrattenimento, facendo venire voglia di continuare subito la serie. E, nel mio caso, mi ha pure fatto decidere che è ora di colmare una grossa lacuna: la quadrilogia del Principe della Notte. Perché, se questa è la qualità dello spin-off, il piatto forte non posso proprio lasciarmelo scappare.

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