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Recenqualcosa di "Omicidio nel Profondo Sud" di C.S. Poe

Editore: Triskell Edizioni

Spin-off Snow&Winter

Pagine: 252


Se pensate che staccare la carta da parati sia un’attività rilassante, Omicidio nel Profondo Sud è qui per dimostrarvi che vi sbagliate di grosso. Molto di grosso. Tipo: uno scheletro nascosto nel muro di una villa storica. Perché a Key West, evidentemente, anche il fai-da-te può uccidere (o quasi).


Aubrey Grant è il custode perfetto di Villa Smith: metodico, devoto, narcolettico, appassionato di storia… e con una spiccata tendenza a finire nei guai senza volerlo davvero. Lui voleva solo prendersi cura della sua amata dimora, l'ultimo lavoretto prima delle ferie... non dare il via a un’indagine degna di un giallo con pirati, fantasmi del passato e gente che farebbe meglio a restare morta sul serio. E invece eccoci qui.


Il tempismo, come accennavo, è impeccabile: proprio mentre Aubrey sta per riunirsi a Jun Tanaka — agente dell’FBI, uomo paziente e santo protettore di fidanzati impulsivi — che lo sta raggiungendo per godere di qualche settimana di ferie insieme, spuntano misteri, allarmi notturni e cadaveri a rovinare quella che doveva essere una vacanza fatta di relax, sole e (diciamolo) recupero sentimentale arretrato. Ma no, niente mojito tranquilli: solo caos, indagini improvvisate e il costante rischio di non arrivare vivi al capitolo successivo.


Il bello di questo libro è il suo equilibrio perfetto tra tensione e ironia. Aubrey è una macchina spara-commenti, ha una mente che corre più veloce della trama e un talento naturale per cacciarsi in situazioni decisamente sopra le sue competenze investigative. Jun, dal canto suo, è il contrappeso ideale: più calmo, più razionale… e armato. Un dettaglio non da poco, visto l’andamento degli eventi.


La storia è un vortice di misteri storici, segreti sepolti (letteralmente), inseguimenti e rivelazioni che tengono incollati alle pagine, ma senza mai prendersi troppo sul serio. C.S. Poe gioca con il genere, strizza l’occhio al lettore e si diverte — e tu ti diverti con lei. Il tocco di paranormale aggiunge quel “ma che diamine sta succedendo?” che rende tutto ancora più gustoso.


In mezzo a tutto questo, c’è anche spazio per il romance: non invadente, non melenso, ma sincero e costruito su dialoghi, sguardi e un passato condiviso che cerca finalmente di trovare spazio nel presente. Aubrey e Jun funzionano perché sono imperfetti, un po’ disallineati, ma profondamente dalla stessa parte. Senza dimenticare la chicca, una storia d'amore che riemerge dal passato e rischia di farci cadere più di una lacrimuccia.


In conclusione, Omicidio nel Profondo Sud è una lettura frizzante, ironica e sorprendentemente adrenalinica. È il libro perfetto se cercate un mystery con ritmo, battute taglienti, una coppia M/M adorabile e la sensazione costante che qualcosa stia per andare storto da un momento all’altro. E sì: dopo averlo letto, guarderete ogni parete con un sano e giustificato sospetto.







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