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Recenqualcosa di "Perché il Diavolo insegue la Morte" di L.J. Hayward

Editore: Triskell Edizioni

Vol. 2 di 3

Pagine: 390


Se pensavate di aver capito come funziona questa serie… Perché il Diavolo insegue la Morte arriva per dirvi: assolutamente no. Questo libro non si legge, si sopravvive. È un’esperienza. Una centrifuga emotiva. Un gigantesco “ma che diamine sta succedendo?” intervallato da momenti in cui vi fissate nel vuoto cercando di rimettere insieme i pezzi.


Ritroviamo Jack Reardon ed Ethan Blade, che sulla carta dovrebbero essere finalmente più o meno sistemati, conviventi, affiatati… e invece no. Ovviamente no. Perché se c’è una certezza in questa serie è che la stabilità dura meno di un capitolo. Jack è coinvolto fino al collo in un’indagine su un serial killer, Ethan porta addosso un passato che pesa come un macigno, e tra segreti, omissioni e pessime decisioni comunicative la tensione sale più velocemente della pressione sanguigna del lettore. Non avevo mai sperimentato una pressione umana e invece, ecco qua, ho sconfitto la pressione bassa.


La struttura a doppia linea temporale torna anche qui, con capitoli “prima” e “dopo” che si rincorrono, si sovrappongono e a volte ti fanno venire il dubbio di aver saltato pagine… o anni di vita. Funziona? Dipende dal vostro livello di tolleranza al caos narrativo. Di sicuro aumenta l’ansia, la paranoia e la sensazione costante che stia per esplodere qualcosa — emotivamente parlando, perché qui le vere bombe sono i non detti.


Il cuore del romanzo, però, non è tanto il mistero (che esiste, è intricato, ma spesso sembra quasi un contorno) quanto Ethan. Finalmente. Qui scopriamo di più su di lui, e vi avviso: non è una passeggiata. Il suo passato è devastante, doloroso, e spiega moltissimo di chi è, di come ama e di perché tende a farsi piccolo anche quando non dovrebbe. È impossibile non provare empatia, rabbia e una fortissima voglia di abbracciarlo (con cautela, sarebbe una mossa più che rischiosa).


Jack, dal canto suo, resta Jack: competente, brillante, protettivo… e incredibilmente bravo a complicarsi la vita da solo. Le sue scelte non sempre aiutano, soprattutto quando entra in scena un personaggio secondario tanto carismatico quanto irritante, che serve ad alzare ulteriormente il livello di gelosia, insicurezza e “NO JACK, CHE STAI FACENDO”.


Eppure, nonostante tutto, funziona. Perché Hayward sa scrivere perfetti personaggi imperfetti che si amano male, inciampano, si feriscono e poi — forse — imparano qualcosa. Ci sono momenti di tensione altissima, scene romantiche che arrivano quando meno te le aspetti, e attimi in cui pensi seriamente che questa coppia non ne uscirà viva (metaforicamente… forse).


Il finale non vi lascerà indifferenti: chiude una porta ma ne spalanca altre, lasciandovi con più domande di quante ne aveste all’inizio e una voglia irrefrenabile di sapere cosa succederà dopo. Perché sì, anche se vi ha fatto impazzire, anche se vi ha confusi, anche se avete borbottato per metà libro… vorrete assolutamente continuare.


Perché il Diavolo insegue la Morte è un romanzo intenso, sfiancante e imperfetto, proprio come i suoi protagonisti. Non è una lettura comoda, ma è una di quelle che ti restano addosso, ti fanno discutere con te stesso e ti trascinano avanti nella serie senza chiederti il permesso. Consigliato a chi ama il romantic suspense, le relazioni complicate e i libri che ti fanno dire: ok, ora ho bisogno di un attimo… ma dammi subito il prossimo.








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