Recenqualcosa di "Ardente" di Daniela Barisone
- Naia Sterne

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min

Selfpublishing
Autoconclusivo
Pag. 384
“Ardente” è quel tipo di libro che ti fa pensare di stare entrando in un classico western… salvo poi tirarti una sedia addosso, accendere tutto con la magia e dirti: “Sorpresa, adesso innamorati pure.”
La premessa è semplice, almeno all’apparenza: un cacciatore di taglie con seri problemi di autocontrollo (non metaforici, proprio combustione inclusa) e un medium affascinante che sembra uscito da uno spettacolo itinerante con le tasche troppo piene di segreti. Due persone che, sulla carta, dovrebbero stare lontane anni luce. Infatti ci provano. Spoiler: non funziona.
La dinamica tra Cassian e Avery è il cuore pulsante del romanzo, e funziona perché è costruita su un equilibrio molto preciso: tensione, ironia, attrazione e quella fastidiosa abitudine di salvarsi la vita a vicenda quando meno sarebbe conveniente, e come se non fosse nulla.
Cassian è il classico tipo che parla poco e si fida meno; Avery compensa parlando per entrambi, con un talento naturale per infilarsi nei guai con eleganza teatrale. Il risultato? Dialoghi che sembrano duelli, ma con meno pistole e più frecciatine.
E mentre tu sei lì, senza pensieri, a goderti questo gioco di battibecchi e sguardi non detti, il libro decide di ricordarti che non è solo un romance con cappello da cowboy in cui salvare il cavallo e cavalcare il cow- no scusate, dicevamo. Qui c'è un culto inquietante molto interessato ai due, divinità che farebbero rivalutare le tue scelte di vita e una serie di situazioni sempre più “ok, forse stare a casa era meglio”. Il mondo costruito attorno alla storia ha quel giusto mix tra polvere, sangue e soprannaturale che non soffoca mai la trama, ma la accompagna con la stessa eleganza dei completi di Avery.
La cosa interessante è che, in tutto questo caos religioso inquietante, le ambientazioni descritte a pennello, non ci dimentichiamo mai del rapporto tra i protagonisti. È una crescita lenta, fatta di resistenze, mezze verità e momenti in cui capisci che sì, stanno cadendo, ma lo stanno facendo con tutta la grazia possibile… cioè poca, ma sincera. E funziona proprio perché non è immediata: ci mette tempo, e quel tempo si sente tutto.
Certo, se cerchi un fantasy puro e durissimo forse resterai un po’ spiazzato, perché qui il cuore romantico batte forte e senza vergogna. Ma se invece ti piace quando azione e sentimento si tengono per mano (magari litigando a cavallo verso il tramonto), allora sei nel posto giusto.
Lo stile è scorrevole, coinvolgente, con quella capacità rara di farti divorare pagine senza accorgertene. E quando arrivi alla fine, tra un climax bello carico e un epilogo che si prende il suo tempo, hai proprio la sensazione di aver fatto un viaggio completo.
“Ardente” è come un falò nel deserto: scalda, illumina, ogni tanto scoppietta in modo imprevedibile… e se ti avvicini troppo, rischi anche di bruciarti un pochino. Ma onestamente? Ne vale la pena.

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