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Recenqualcosa di "Check The Halls" di K.M. Gillis

Selfpublishing

Vol. 2 di 3

Pag.

LETTURA IN LINGUA - NON TRADOTTO


Iniziamo col punto di forza: uno di quei sequel che riesce nella complicatissima arte di prendere un personaggio che nel libro precedente ti faceva venire voglia di essere preso a schiaffi… e trasformarlo in qualcuno per cui finisci a fare il tifo senza nemmeno accorgertene.


Dopo il primo volume, visto anche il finale che era un perfetto ponte verso il secondo libro, ero curiosissima di leggere la storia di Ben, soprattutto perché, come annunciato all'inizio, nel primo libro era stato spesso egoista, immaturo e decisamente frustrante. Qui la Gillis gli costruisce addosso un redemption arc davvero riuscito.


Ben resta il classico hockey player sicuro di sé e un po’ golden retriever, ma sotto tutta quella facciata c’è un personaggio molto più vulnerabile di quanto sembri. E soprattutto: innamorato perso. Forse potremmo anche riuscire a comprendere il suo lato egoista, perché tragicamente non ne è del tutto responsabile.


La storia è una second chance romance fatta davvero bene. Ben e Maddy erano stati il primo amore l’uno dell’altra, poi la vita li ha portati in direzioni diverse e dieci anni dopo si ritrovano improvvisamente nella stessa città. Lei è fidanzata, lui non l’ha mai dimenticata davvero, e da lì parte tutto quel mix di nostalgia, yearning e tensione emotiva che rende il libro praticamente impossibile da mettere giù. Ah e non è che Maddy si sia dimenticata di Ben, non pensatelo nemmeno lontanamente.


Who am I kidding? Ben Michaels has his own private suite in my temporal lobe.

I've tried for years to evict him, but no avail. At this point, I've just learned to live with his ghost.


La cosa che ho apprezzato tantissimo è come viene gestita la situazione del fidanzamento di Maddy. Avevo paura del classico triangolo amoroso pieno di drama inutile, invece il libro evita completamente quella strada. Miseria signora Gillis che meraviglia, mantenere queste relazioni sane. Non ci sono tradimenti né giochi sporchi: Ben rispetta sempre i confini, anche quando è evidente che ama ancora Maddy da morire. E questo rende tutto molto più maturo e credibile, molto più sostenibile perché non è ch'io mi senta sempre del tutto a mio agio a tifare per due che fanno bello e cattivo tempe alle spalle di un* sventurat*.


Anzi, il cuore del romanzo non è tanto “sceglierà lui o l’altro?”, ma vedere Maddy rendersi conto che la vita perfetta che si era costruita non la rende davvero felice. Il suo percorso personale funziona molto bene: imparare a dare voce ai propri desideri, smettere di adattarsi continuamente agli altri e capire cosa vuole davvero per sé. È una crescita lenta, per quanto permetta la lunghezza del libro, ma soddisfacente.


E poi c’è Ben. Onestamente? Il re dello yearning. Quest’uomo passa praticamente tutto il libro a essere innamorato in silenzio nel modo più devastante possibile. Il modo in cui ascolta Maddy parlare dei suoi libri, il modo in cui si presenta sempre quando lei ha bisogno, il fatto che continui a chiamarla “Madness”… impossibile non sciogliersi un po’.


"I can't believe you still have your old number from PEI," she says, shaking her head.

I feel a prckle of heat creep up my neck as I shrug nonchalantly. "It still works."

I'll never admit it, but the real reason I kept the same number all these yers was

the hope that one day she might call.


Una delle cose che aiuta la narrazione e il nostro amore verso i personaggi, sono i flashback. Non sembrano mai messi lì tanto per: aiutano davvero a capire quanto fosse profondo il loro legame già da ragazzi e perché separarsi abbia lasciato un segno così forte su entrambi. Ti fanno percepire che non stai leggendo solo una reunion romantica, ma due persone che in fondo non hanno mai smesso di appartenersi. E come avrebbero potuto?


Come nel primo libro, anche qui l’atmosfera è super cozy. Nonostante venga venduto come holiday romance, il Natale resta più uno sfondo che il focus principale, però sono davvero perfetti da leggere ad inizio dicembre, per dire. È uno di quei romance che danno proprio la sensazione di “warm hug”: tanto cuore, pochissimo drama tossico e personaggi che comunicano davvero. Grazie signora Gillis, di nuovo, grazie.


"So you started seeing Valentina."

"Yes."

"But... it didn't work out."

"No."

"Why not?" Maddy's voice is barely more than a whisper.

"She wasn't you."


E devo dire che tutta la parte legata alla beneficenza e al rapporto di Ben con Sam aggiunge tantissimo al suo personaggio. Chi è Sam? Oh non ve lo dico. È lì che si vede davvero la sua crescita: non solo nelle parole, ma nelle azioni. Il Ben del primo libro probabilmente avrebbe preteso che il mondo girasse intorno a lui; quello di questo libro invece impara finalmente a esserci per gli altri, ad esserci veramente, non solo a parole.


Se proprio devo trovare un difetto, direi che il ritmo ogni tanto è un po’ morbido ma è un libro dove praticamente, come nel primo volume, manca l'angst, quindi, come potrebbe essere altrimenti? Per me è stato esattamente ciò che voleva essere: una storia dolce, romantica e piena di yearning fatto bene.

E adesso ho ufficialmente bisogno dei libri su tutti gli altri Ottawa Otters. Grazie mille.

(Il terzo esce a Ottobre, come farò!?!? Ah e non è la sua unica serie.)








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