Recenqualcosa di "Blacksea" di Chiara Cilli
- Naia Sterne

- 12 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min

Selfpublishing
Autoconclusivo
Pag. 503
Uno di quei libri che inizi con l’innocente convinzione di stare per leggere un romantasy “classico”… e che invece decide di prenderti per mano e trascinarti in mare aperto per poi lasciarti lì, a nuotare tra tempeste emotive, complotti e scelte moralmente discutibili.
La premessa sembra quasi familiare: elfi e umani che non si sopportano, tensioni politiche pronte a trasformarsi in guerra, antichi poteri che nessuno ha davvero voglia di lasciare nelle mani dell’altro. In mezzo a tutto questo troviamo Nauriel, elfa e futura sovrana con il fastidioso difetto di avere un forte senso del dovere, e Amlach, comandante umano con un carisma pericoloso e una quantità sospetta di segreti. In teoria dovrebbero detestarsi con grande convinzione. In pratica… beh, diciamo che la situazione si complica molto in fretta.
Il loro primo problema è la guerra imminente tra i loro popoli. Il secondo problema è che si ritrovano costretti a condividere più tempo insieme di quanto sia minimamente consigliabile per due persone che rappresentano fazioni opposte. Il terzo problema è che l’universo sembra avere uno spiccato senso dell’umorismo, perché tra naufragi, catture poco piacevoli e una lunga serie di situazioni decisamente pericolose, questi due finiscono in circostanze che rendono difficile mantenere un sano livello di odio reciproco.
Il romanzo non perde tempo: gli eventi si susseguono con un ritmo piuttosto serrato e i protagonisti passano da una disgrazia all’altra con una certa efficienza narrativa. C’è mare, ci sono pirati, prigionia, combattimenti e decisioni moralmente discutibili. Insomma, non è proprio la vacanza rilassante che uno immaginerebbe per un comandante e una principessa elfa. E mentre cercano di restare vivi, si ritrovano anche a fare i conti con qualcosa di molto più scomodo: una tensione che non ha alcuna intenzione di sparire.
La dinamica tra loro è probabilmente la cosa più interessante della storia, perché non è una di quelle relazioni semplici, pulite e rassicuranti. Qui siamo decisamente nel territorio del “questa è una pessima idea e lo sappiamo entrambi”. Amlach non è il classico eroe luminoso: è ambizioso, manipolatore quando serve e perfettamente disposto a giocare sporco. Nauriel invece ha una forza incredibile, ma deve continuamente confrontarsi con il peso delle aspettative del suo popolo e con il fatto che il cuore, purtroppo, non sempre segue le regole diplomatiche.
Il risultato è un rapporto che oscilla costantemente tra attrazione, diffidenza e una buona dose di esasperazione reciproca. Si provocano, si sfidano, si studiano. E mentre il lettore cerca di capire se questi due finiranno per salvare il mondo o distruggersi a vicenda, la storia continua a cambiare direzione con una certa nonchalance.
Una delle cose più divertenti — nel senso emotivamente stressante del termine — è che il libro ha una certa tendenza a smontare le certezze del lettore. Ogni volta che pensi di aver capito dove sta andando la trama, arriva una svolta che ti costringe a riconsiderare tutto. L'unica cosa che ti accompagnerà costantemente è la lenta corruzione di Amlach su Nauriel che pagina dopo pagina diventa sempre più ossessionata per il comandante umano e se questo sia un bene, non è mai il momento giusto per scoprirlo.
Il mondo costruito dall’autrice è ampio e piuttosto vivido: regni, culture diverse, tensioni politiche e luoghi che sembrano usciti da un fantasy epico classico, ma con una vena più cupa e brutale. Non è un universo gentile, e la storia non cerca di addolcirlo troppo. Tra battaglie, violenza e scelte difficili, c’è sempre la sensazione che nessuno sia davvero al sicuro.
E poi c’è il romance, che non arriva subito a braccia aperte. Si fa desiderare. Ti dà qualche momento di tensione, poi fa un passo indietro, poi torna a provocarti. Quando finalmente esplode, capisci che non è solo attrazione: è qualcosa di più complicato, quasi pericoloso. Non è una relazione da fiaba, e il libro non finge mai che lo sia. È una relazione che consuma e che corrompe senza mai chiedere scusa o permesso.
La cosa curiosa è che, nonostante la mole di eventi e la lunghezza considerevole, la lettura rimane scorrevole. Succedono talmente tante cose che è difficile annoiarsi.
Un romantasy intenso, oscuro e pieno di energia narrativa. Ha personaggi forti, un rapporto centrale decisamente turbolento e una trama che ama giocare con le aspettative del lettore. Non è la classica storia d’amore epica e pulita: è più simile a una tempesta in mare aperto, con onde alte, direzioni imprevedibili e personaggi che devono decidere se affondare… o nuotare insieme anche quando sarebbe molto più semplice odiarsi.

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