Recenqualcosa di "Dive Together. Breathtaking" di Ren D. Rice
Aggiornamento: 10 ore fa

Selfpublishing
Vol. 1 di ?
Pagine: 350
Ci sono romance in cui i protagonisti si incontrano e dopo tre pagine hanno già deciso che il destino li ha messi l’uno sulla strada dell’altra. Quei protagonisti non sono Lucien ed Elizabeth. Loro, prima di arrivare al destino, devono passare fra una sfida, qualche provocazione, una buona dose di attrazione e, soprattutto, da una quantità di complicazioni che probabilmente nessuno dei due aveva messo in conto.
Lucien è il classico uomo che entra in una stanza sapendo perfettamente che qualcuno lo noterà. È aristocratico, ricco, affascinante e abituato a vivere in un mondo nel quale molte cose gli sono state semplicemente consegnate. Elizabeth, invece, sta cercando di costruirsi la propria strada e ha un obiettivo molto preciso: diventare scrittrice.
La parte che ho preferito del loro rapporto, è questa: Liz non si lascia impressionare più di tanto dal pacchetto “figlio del conte, bello da far schifo e pure consapevole di esserlo”. Anzi, più Lucien cerca di giocare con il suo fascino, più lei sembra avere voglia di capire cosa ci sia sotto. Il problema è che sotto c’è parecchio.
Lucien è uno di quei personaggi che, a seconda del momento, avrei voluto abbracciare oppure prendere per le spalle e chiedergli: «Ma tu esattamente cosa stai combinando?».
Ed è l'aspetto che fa funzionare al meglio il personaggio. Non è facile da amare sempre, e non tutte le sue scelte mi hanno convinta allo stesso modo, però le sue contraddizioni sono interessanti. Il ragazzo sicuro di sé che vediamo all’inizio lascia progressivamente spazio a una persona molto più insicura, dove da ciò che gli altri si aspettano da lui diventa più importante del resto.
Elizabeth, invece, l'ho apprezzata soprattutto perché non viene risucchiata completamente dalla relazione. Può perdere la testa, può desiderare Lucien, può soffrire per lui, ma continua ad avere una vita, dei desideri e un'identità che non dipendono dal fatto di essere la sua compagna. E grazie al cielo.
La loro storia procede tra battute, attrazione, momenti più leggeri e altri decisamente meno tranquilli. Non è sempre lineare e, personalmente, ho trovato alcune dinamiche più riuscite di altre. Ci sono passaggi in cui il coinvolgimento arriva fortissimo e altri in cui avrei preferito che determinate situazioni venissero sviluppate con un po’ più di calma.
Però una cosa è certa: Ren D. Rice sa come tenere viva la curiosità.
Il suo stile è scorrevole e riesce a passare dall’ironia alla parte più emotiva senza creare uno stacco fastidioso. E soprattutto non ho avuto quella sensazione che a volte mi capita nei romanzi con più punti di vista: cambiano i nomi in cima al capitolo, ma dentro sembra parlare sempre la stessa persona. Qui no.
I personaggi hanno una voce riconoscibile e questo, per me, è un punto decisamente a favore. Non devo tornare indietro ogni tre pagine per verificare chi stia raccontando la scena. Che sembra una cosa piccola, ma dopo aver letto qualche multi-POV in cui uomini e donne sembravano avere lo stesso identico monologo interiore, vi assicuro che per me vale quasi come una medaglia.
Ho apprezzato anche la presenza dei personaggi secondari, soprattutto Mikhail e Beatrice, perché non sono semplicemente comparse messe lì per riempire le pagine. Il loro rapporto con Lucien, ma anche quello con Liz, aggiunge qualcosa alla sua caratterizzazione e permette di vedere aspetti del protagonista che nella relazione con Liz rimarrebbero più nascosti. E il fatto che ottengano dei loro POV personali amplifica questa utilità.
E poi ci sono le citazioni disseminate nella storia, che ho trovato un dettaglio piacevole: non sono necessariamente ciò che mi ha fatto amare il romanzo, ma contribuiscono a costruire quell'atmosfera particolare che accompagna la lettura.
Il finale, invece, è probabilmente l'aspetto su cui mi fermerei di più.
Non perché voglia raccontarvelo — assolutamente no, non sono qui per rovinare la vita a nessuno — ma perché introduce una scelta narrativa che cambia il modo in cui si possono rileggere alcuni elementi della storia. E questa è una di quelle cose che apprezzo parecchio: quando arrivi all'ultima pagina e ti viene voglia di ripensare a ciò che hai appena letto.
Non significa che abbia trovato tutto perfetto. Alcuni passaggi avrebbero potuto convincermi maggiormente e, in certi momenti, avrei preferito un ritmo un po' diverso. Però Breathtaking mi ha lasciato soprattutto la sensazione di aver seguito due persone che devono imparare, ciascuna a modo proprio, a fare i conti con quello che vogliono davvero.
Ed è proprio questo il lato del romanzo che ho trovato più interessante.
Non tanto il “lui ricco e lei con un sogno”, non tanto il flirt iniziale, non tanto il continuo chiedersi dove andrà a finire questa relazione. Ma il momento in cui il gioco smette di essere un gioco e cominciano a esserci conseguenze vere.
Perché flirtare è facile.
Molto meno facile è scoprire che la persona davanti a te ha iniziato a conoscerti sul serio.
E a quel punto puoi continuare a fare il brillante quanto vuoi, Lucien.
Tanto noi abbiamo già capito tutto.

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