top of page

Recenqualcosa di "The Wind Weaver" di Julie Johnson

11 mag
Tempo di lettura: 3 min

Editore: Midnight

Vol. 1 di 3

Pag. 528


Un romantasy che ti prende per mano, ti promette vento, magia, destino… e poi ogni tanto decide di perdersi a scegliere vestiti a corte mentre tu eri lì pronto per la guerra.

La storia parte fortissimo, senza mezze misure: Rhya, mezzosangue (quindi automaticamente persona non gradita dal sistema), sta per essere giustiziata. Classico inizio tranquillo, insomma. Ma all’ultimo secondo arriva lui — il comandante Falce — che invece di lasciarla morire decide di… rapirla, sterminando praticamente un accampamento. Romanticismo medievale, versione fantasy - circa, perché non è che lui pare averlo fatto per quello.


. Perché i primi giorni fra loro sono fatti di silenzi e minacce ben poco velate fra le quali però s'incastrano male gentilezze inaspettate da parte del gigante cattivo. Da qui parte un viaggio tra terre ostili, magia proibita e segreti che ovviamente nessuno si prende la briga di spiegare chiaramente. E qui il libro funziona alla grande: ritmo alto, tensione costante, dinamiche tra i protagonisti che oscillano tra “ti uccido” e “ok però aspetta un attimo”. Il classico slow burn fatto bene, di quelli che ti fanno dire: ok, qui c’è del potenziale serio. E infatti, per una buona fetta del romanzo, lo è davvero.


Rhya è una protagonista che regge benissimo la scena: testarda, diffidente, costretta a sopravvivere in un mondo che la vuole morta, ma senza mai diventare passiva. Anzi, spesso prende decisioni discutibili… ma almeno sono sue. E questo, nel panorama romantasy, non è così scontato.


Poi c’è Scythe/Penn: tenebroso, moralmente grigio, pieno di segreti e con una comunicazione emotiva pari a quella di un mattone. Il che, ovviamente, lo rende perfetto per creare tensione… e anche una certa dose di frustrazione, perché diciamolo: metà dei problemi tra lui e Rhya potrebbero risolversi con una conversazione di cinque minuti. Ma no, meglio mantenere tutto segreto, sia mai che si possa risparmiare qualcosa...


La loro relazione è il cuore del libro: lenta, piena di attrito, fatta di sguardi, battibecchi e quella tensione da “se mi tocchi muori… ma forse anche no”. Funziona, intrattiene, crea dipendenza. Poi però succede una cosa curiosa. Arrivati circa a metà (o poco oltre), quando finalmente il viaggio si stabilizza e si entra nel cuore politico del mondo… il ritmo fa tipo ciao, io scendo qui. La storia rallenta, si perde un po’ tra intrighi di corte non sempre memorabili, incomprensioni ripetute e momenti che sembrano meno incisivi rispetto a tutto quello che era stato costruito prima.

È come se il libro avesse due anime:


E tu resti lì a pensare: ma la guerra? il destino? la magia che distrugge il mondo?

A proposito di magia: il sistema è interessante, basato sugli elementi e su una profezia che coinvolge i cosiddetti “Remnants” (tra cui Rhya, ovviamente, perché il destino non fa mai le cose a metà). L’idea è forte — poteri legati agli elementi, reincarnazioni, equilibrio del mondo — ma a volte sembra che venga esplorata meno di quanto meriterebbe. C’è, affascina… ma potrebbe fare ancora di più, anche se, ricordiamocelo, è un primo volume quindi è quasi certamente voluto, siamo noi lettori a essere troppo ingordi di informazioni!


Altro punto curioso: verso la seconda parte entra in scena un altro personaggio maschile che… diciamo così… non aiuta la chiarezza emotiva della situazione. Non è proprio un triangolo amoroso dichiarato, ma ci gira attorno abbastanza da farti pensare: ok, qui qualcuno soffrirà nel prossimo libro. E infatti, come dicevo, si sente chiaramente che questo è un primo volume: introduce, costruisce, prepara… ma non paga subito.


Lo stile di scrittura è uno degli aspetti migliori: evocativo, fluido, a tratti molto poetico. Ti trascina dentro il mondo senza risultare pesante, anche quando magari la trama rallenta un po’. È uno di quei libri che scorrono facilmente anche quando ti accorgi che, tecnicamente, non sta succedendo tantissimo.


È un inizio di saga che fa esattamente quello che deve fare… ma con qualche sbavatura lungo il percorso. È coinvolgente, ha personaggi che funzionano, un romance che tiene incollati e un worldbuilding con tanto potenziale. Però soffre un po’ della “sindrome del primo libro”: parte in quarta, conquista, e poi rallenta proprio quando dovrebbe alzare ancora di più la posta e io lo so che lo fa appppppposta ma non me ne rassegno.








Acquista qui.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page