Recenqualcosa di "Cronaca dei Giorni d'Acciaio" di Elia Pasolini
Aggiornamento: 11 ore fa

Editore: Dark Zone Autoconclusivo
Pagine:
Cronaca dei giorni d’acciaio è uno di quei fantasy che ti fanno pensare: ah, finalmente qualcuno ha deciso di non lasciarmi vivere serenamente per 300 pagine.
Perché qui abbiamo magia, tecnologia, intrighi politici, omicidi, complotti, investigazione e un mondo che non si accontenta di fare da semplice sfondo alla storia, ma pretende giustamente di avere voce in capitolo. E, soprattutto, abbiamo Alister e Josian. Una coppia che, diciamocelo, vale già buona parte del viaggio.
Alister è un investigatore in un mondo fantasy, e questa è probabilmente una delle cose che ho apprezzato di più. Non il solito eroe che parte con la spada in mano e una profezia cucita addosso, ma uno che deve mettere insieme indizi, leggere le persone e soprattutto capire cosa diavolo sta succedendo mentre intorno a lui qualcuno cerca molto attivamente di farli fuori. Uno Sherlock Holmes in un mondo fantaastico dove magia e tecnologia dovrebbero restare ben divise.
E poi c'è Josian, che all'inizio sembra il classico giovane apprendista mandato al seguito dell'investigatore per controllarlo e riferire tutto ai piani alti. In realtà è molto più interessante di quanto sembri e il rapporto che si crea tra i due è una delle cose che mi ha conquistata maggiormente. Sono diversi, hanno approcci completamente differenti e proprio per questo funzionano. Uno osserva, l'altro fa domande. Uno cerca risposte, l'altro probabilmente vorrebbe aprire ogni porta con scritto NON APRIRE soltanto per vedere cosa c'è dietro. E no, la curiosità, qui, non ti rende un buon Mago, specialmente se ti porta a chiedere sempre di più a riguardo della tecnetica.
E sì, naturalmente c'è anche una ragazza.
E qui devo fare una piccola pausa perché... perché?
La componente romantica è stata probabilmente l'aspetto che mi ha convinta meno. Non tanto perché non ci fosse potenziale, anzi, quanto perché avrei preferito che venisse costruita con maggiore calma. Alcune dinamiche mi sono sembrate un po' troppo rapide e, considerando quanto lavoro è stato fatto sul resto del romanzo, mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso livello di attenzione anche lì. Per fortuna, però, non è la storia d'amore a reggere il romanzo e quindi non mi ha impedito di godermi tutto il resto.
Anzi, il vero protagonista per me è stato proprio il mondo.
La tecnetica, cioè l'incontro tra magia e tecnologia, è un'idea che ho trovato davvero interessante. Non è semplicemente un modo per mettere qualche aggeggio futuristico in mezzo a maghi e creature fantasy qui diventa qualcosa capace di modificare gli equilibri sociali e politici, perché se la magia è nelle mani di pochi, una tecnologia che può renderla accessibile a molti diventa automaticamente una minaccia al potere.
E da lì partono inevitabilmente casini. Perché, ovviamente, quando qualcuno inventa qualcosa che potrebbe cambiare il mondo, la reazione delle persone al potere non è mai: "Interessante, approfondiamo insieme." È più spesso: "Eliminalo."
Ed è proprio questo intreccio tra mistero, politica, magia e tecnologia a rendere la storia interessante. L'indagine porta progressivamente ad allargare lo sguardo, fino a far capire che dietro quello che sembra essere un semplice omicidio c'è qualcosa di molto più grande.
Una cosa che ho apprezzato parecchio è anche il modo in cui l'autore ha costruito gli approfondimenti attraverso i QR code. Personalmente li ho trovati un'aggiunta davvero azzeccata: per chi vuole sapere tutto sulla storia, sulle regole del mondo, sulla magia o sulle usanze, ci sono informazioni extra; chi invece vuole semplicemente andare avanti con la narrazione può tranquillamente ignorarle. È un modo intelligente di costruire il worldbuilding senza trasformare il romanzo in un manuale di istruzioni.
E poi ci sono i colpi di scena.
Alcuni li ho visti arrivare, altri mi hanno fatto fare quella cosa bellissima che noi lettori facciamo quando veniamo fregati:
"Aspetta."
torna indietro
"NO. ASPETTA."
E poi guardi il libro come se fosse personalmente responsabile delle tue scelte di vita.
Il finale, soprattutto, è riuscito a rimettere in ordine parecchi pezzi che durante la lettura sembravano semplicemente sparsi sul tavolo. E questa è una delle cose che ho apprezzato maggiormente: alcuni elementi acquistano un peso diverso quando finalmente si comprende il quadro generale.
Non è un romanzo perfetto. In alcuni momenti avrei voluto più approfondimento, soprattutto per quanto riguarda alcuni personaggi e determinate dinamiche, e la parte romantica avrebbe beneficiato di una costruzione più graduale. Ma per essere un esordio, dimostra soprattutto una cosa: Elia Pasolini ha tante idee e, cosa ancora più importante, ha trovato un modo personale per metterle insieme.
E io, quando trovo un fantasy italiano che prova a fare qualcosa di diverso invece di riciclare per la centesima volta la stessa profezia, il solito prescelto e il solito regno da salvare, sono già abbastanza ben disposta. Poi mi dai un investigatore, una magia che incontra la tecnologia, un complotto politico e un apprendista che ficca il naso ovunque?
Va bene. Hai la mia attenzione.
Adesso però voglio sapere cosa succede dopo.

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