Recenqualcosa di "The Nightmare before Kissmass" di Sara Raasch
- Naia Sterne

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min

Editore: Magazzini Salani
Pagine: 400
Vol. 1 di 2
The Nightmare Before Kissmass è esattamente il tipo di libro che ti fa dire: “Lo amerò alla follia”… e poi ti ritrovi a oscillare tra l’adorazione sincera e il leggero sconcerto esistenziale. E forse è proprio questo il bello.
L’idea è geniale — il principe del Natale e quello di Halloween che, invece di contendersi la principessa di Pasqua, finiscono per innamorarsi tra intrighi di corte, traumi familiari e diplomazia festiva. Sulla carta è un mash-up tra una rom com Hallmark, un pizzico di gotico alla Tim Burton e una dinamica da Red, White & Royal Blue in salsa natalizia.
E per buona parte del libro funziona davvero.
Ma attenzione: se vi aspettate solo vischio, battibecchi sexy e dichiarazioni sotto la neve, preparatevi. Qui c’è molta più politica di quanto il titolo lasci intendere. Le Festività sono vere e proprie potenze in competizione, il Natale rischia di sovrastare le altre (ciao capitalismo festivo.), e Coal — erede di Babbo Natale — si trova incastrato tra senso del dovere, ansia cronica, traumi irrisolti e una quantità imbarazzante di pessime decisioni prese con convinzione assoluta.
Coal è un disastro affascinante: ironico, autoironico, emotivamente incasinato. Hex, con il suo tocco gotico e quell’energia da e-boy diplomatico di Halloween, è l’equilibrio che non ti aspetti. La loro dinamica? Per alcuni è instalust fulminante; per altri è chimica immediata e vulnerabilità che si riconosce al volo. La verità sta nel mezzo: l’alchimia c’è, è palpabile, ma corre. Corre parecchio. In pochi giorni si passa da frecciatine taglienti a confessioni importanti, e non tutti ameranno questa accelerazione (io, ad esempio.).
Eppure ridurre tutto a “troppo veloce” sarebbe ingiusto. Perché sotto la superficie glitterata c’è molto di più: il rapporto complicato tra Coal e suo padre, quello tenerissimo con Kris e Iris (probabilmente tra le parti più riuscite), la gestione del lutto, il peso delle aspettative familiari, l’idea che la gioia non sia uno spettacolo ma una costruzione lenta fatta di piccoli pezzi incastrati tra loro.
Il romance, nel frattempo, alterna momenti dolcissimi a scene spicy che divideranno i lettori: c’è chi le troverà spontanee e coerenti con l’età dei protagonisti, chi le percepirà un po’ cringe. Personalmente? Ho riso, mi sono imbarazzata per loro, ho chiuso il libro per fissare il soffitto e chiedermi perché finisco ad amare queste dinamiche. Spoiler: perché quando funzionano, funzionano davvero.
Anche il worldbuilding è un’arma a doppio taglio. L’idea delle famiglie nobili delle Festività, delle rivalità economiche e degli accordi politici è intrigantissima — quasi da manuale di relazioni internazionali in versione glitter — ma a volte viene raccontata più che mostrata. Alcuni conflitti si risolvono con sorprendente rapidità, il finale può sembrare anticlimatico.
E allora cos’è, alla fine, The Nightmare Before Kissmass?
È caotico. È imperfetto. È a tratti affrettato. Ma è anche tenero, queer, ironico, consapevole del proprio essere sopra le righe. Non prova mai a essere più serio di quello che è, però non è nemmeno superficiale. Parla di guarigione — quella lenta, scomoda, che fa male prima di farti respirare meglio. Parla di adulti che sbagliano, di figli che cercano di fare meglio, di felicità che non è un evento ma una struttura.
Non è il romance natalizio perfetto che tutti si aspettano. Non è nemmeno il disastro senza senso che qualcuno teme. È una rom com festiva con ambizioni politiche, un po’ Hallmark e un po’ caos emotivo, con un cuore che batte sotto le ghirlande.
Forse non vi farà credere nella magia del Natale ma potrebbe convincervi che anche i baci sbagliati, nel momento sbagliato, possono essere l’inizio giusto.

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